Verticalità, agilità, controllo
Cos’è l’Attività in Statica?
È l’attività canoistica che svolgi in un particolare punto del fiume: una specifica corrente, un’onda, un buco. In questo weekend faremo proprio questo: sfrutteremo le caratteristiche di quel tratto per perni, candele, plug di punta, lavorando su agilità, destrezza e verticalità.
Ci incontreremo alle 10:00 e concluderemo ogni giornata alle 13:30, con un terzo tempo gastronomico aperto anche a chi non partecipa alle attività (solo terzo tempo 10€ a giornata). I posti sono limitati, prenota da qui!
Sabato – Prima parte
Candele e perni
Obiettivi
L’obiettivo è lavorare sulla verticalità in canoa (perni di coda, orbit, candele): un gesto tecnico divertente e utile, che puoi fare ovunque ci sia un po’ di corrente e che ti permetterà di aggiungere una nuova dimensione al tuo bagaglio canoistico. Impareremo a controllare la velocità e l’angolo di ingresso in corrente, vedremo come calare correttamente il fianco senza sbilanciarci, come ruotare il busto efficacemente e anticipare la rotazione con lo sguardo, e altro ancora.
Spot
L’evento si terrà in un’area sgombra da qualsivoglia pericolo (rocce, rami, incastri), costituita da una corrente molto ben definita che scende dal ramo destro del Brenta in corrispondenza della fine dell’isolotto che si trova di fronte alle scuole di Valstagna. La corrente ha una spinta ideale per agevolare le candele e non presenta pericoli degni di nota. Ci sono due grandi morte lente a destra e a sinistra della corrente, che permettono un agevole stazionamento. La zona si presta ad eventuali recuperi di persone e canoe con corda e con barca, senza pericolo di finire a valle.
Fasi della lezione
- A secco – Spiegazione iniziale con lavagnetta. Test a secco in piedi e in canoa.
- Analisi del movimento – Spiegazione del movimento di braccia, polsi, bacino e ginocchia (con colonna vertebrale dritta). Il baricentro resta nel pozzetto.
- In acqua ferma – Test sul posto. Una volta comprese le fasi, si cerca e si “canta” il ritmo dell’acqua (che varia con la differenza di velocità tra morta e corrente). Da fermi si mimano le fasi e soprattutto i tempi del movimento che si farà poi in corrente.
- In corrente – Quando tutti sono pronti, si prova in corrente.
Punti importanti
- Pagaiata circolare negativa
- Immersione della pala con l’angolo corretto
- Postura: busto, bacino, spalle, altezza delle mani e della pagaia
- Sguardo che segue la pala
- Tempi e pre-torsione: lenta e lunga
- Immersione, spinta negativa e parzialmente verticale (da basso verso l’alto) della pala
- Testa che resta girata
Errori più comuni
Sbilanciarsi per ottenere l’angolo negativo del “contropancia” invece di usare le ginocchia per trovare l’angolo giusto. Sbilanciarsi costringe a schiaffare l’altra pala in acqua e a bloccare il movimento.
Sabato – Seconda parte
Eskimo in corrente
Obiettivi
Non è un corso di eskimo: l’obiettivo è consolidare l’eskimo in situazioni di acqua mossa. Proveremo l’eskimo classico, a destra e sinistra, e quello all’indietro, nelle situazioni in cui generalmente ci si trova a doverlo fare: in corrente (in accelerazione), in corrente (alla velocità dell’acqua), in morta (fermi), nella eddy line (nella linea di frizione e vortice fra corrente e morta). Quale roll è migliore per te, e perché? Come puoi rendere l’eskimo super solido? Cercheremo di rispondere a queste domande e capirci qualcosa di più!
Spot
Faremo gli eskimi in un’area sgombra da qualsivoglia pericolo (rocce, rami, incastri), nella zona di morta e corrente che scende dal ramo sinistro del Brenta in corrispondenza dell’isolotto che si trova di fronte alle scuole di Valstagna. La corrente non è esageratamente definita e ha una spinta di accelerazione graduale che aiuta a sentire l’accelerazione quando si è sottosopra. Inoltre la zona è al sole già dalla mattina in questo periodo. Ci sono due morte lente a destra e a sinistra della corrente, che permettono di sostare e parlare. La zona si presta ad eventuali recuperi di persone dalla canoa e delle canoe con cowtail.
Didattica
La spiegazione si fa inizialmente a secco con una bottiglia d’acqua: l’esempio del “tappo della bottiglia” (= testa) che, se è di fianco, cade sempre verso il fondo; se sta indietro, rimane a pelo d’acqua e permette alla bottiglia di girare liberamente.
Per il back deck roll, ricordare l’esempio della posizione a “T” e perché questa consente di non perdere l’orientamento e di uscire sempre e senza problemi al primo tentativo di eskimo.
Punti importanti
- Testa in acqua, sguardo sulla leading blade
- Più “peso” lasciamo portare all’acqua, meno sforzo facciamo con braccia e spalle
- Uscire solo quando la barca è stata girata, tenendo la testa bene indietro come un tappo della bottiglia
- Schiena come una corda, testa come un nodo sulla corda
- Carico torso/busto, scarico in modo fluido e dinamico la forza su ginocchia, gambe e piedi
- La barca deve ruotare, non “saltare”
- La pagaia è solo un minimo supporto: l’eskimo non è un colpo di pagaia
Errori più comuni
Uscire con la testa; tenere la testa di fianco invece che indietro.
Sabato – Terza parte
Trick di pagaia
Obiettivi
L’obiettivo è affinare il feeling del canoista con la sua “estensione” corporea, aumentare l’agilità, migliorare i riflessi e introdurre piccoli automatismi utili in situazioni impreviste in acqua e non solo. Impareremo alcuni trick da pagaia classici, come il 360 intorno al collo o i lanci con rotazione, gli swing, i rimbalzi e gli schiocchi in acqua, vedremo anche bounce sul pozzetto, debordé con cambio di presa e altro ancora. In quanti modi possiamo giocare con la pagaia? Ve ne mostreremo qualcuno e ognuno potrà provare e aggiungere del suo.
Spot
L’evento è pensato per essere prima di tutto sicuro. È organizzato in un’area sgombra da qualsivoglia pericolo (rocce, rami, incastri) formata da una correntina molto ben definita che scende dal ramo destro del Brenta in corrispondenza della fine di un isolotto (fronte scuole). L’area non presenta pericoli particolari o degni di nota, è il punto in cui in genere si portano i principianti alle loro prime esperienze in fiume. Ci sono due grandi morte lente a destra e a sinistra della correntina, che permettono un agevole stazionamento. La zona si presta ad eventuali recuperi di persone e canoe con corda e con barca, senza sostanziale pericolo di finire a valle.
Didattica
Giocare con la pagaia affina il feeling del canoista con la sua “estensione” corporea, aumenta l’agilità, migliora i riflessi e introduce piccoli automatismi utili in situazioni impreviste in acqua e non solo.
Esercizi a secco e in acqua
- 360 della pagaia intorno al collo con presa sopra e sotto al braccio
- Spin con occhi chiusi (singolo, doppio, triplo…): quanti spin si possono fare, come migliora la sensibilità e la presa sulla pagaia?
- Cosa succede se spingiamo la pagaia in acqua verso il fondo verticalmente? E con un angolo?
- Lanci con rotazione e schiocco, swing, pagaiate in deborda rotativo
- Bounce della pagaia singoli e doppi sul pozzetto
- Debordé con cambio di presa
Varianti e giochi
Si può far provare ai canadesi la pagaia da kayak e ai K1 quella da C. Interrogare i partecipanti: in quanti modi possiamo giocare con la pagaia? Ci sono esercizi di agilità che si possono fare in due? Perché non provarli, e poi inventare dei giochi nuovi.
Terzo tempo (dopo le attività)
Sidro di Mele trentino DOC per tutti i partecipanti. Oltre al sidro, pane di segale, speck, formaggio trentino, per concludere la giornata in allegria!
Domenica – Prima parte
Rock splat
Obiettivi
L’obiettivo è capire cosa possiamo fare se finiamo dritti contro una roccia in fiume e la barca si impenna (dipende dalla roccia). In questa attività organizzata in modo sicuro e lineare, vedremo come la percezione del contesto, l’anticipo con lo sguardo e un appoggio reattivo fatto nel punto e nel momento giusto, possono trasformare questa situazione potenzialmente pericolosa in un’opportunità di controllo totale. Inoltre, vedremo in modo teorico in quali casi è assolutamente cruciale non fare nulla (per esempio quando si è “incollati” a pressione su una roccia piatta, nicchiata, sifonata) ed è indispensabile attendere l’aiuto dei compagni.
Spot
L’evento prevede di verticalizzare la canoa utilizzando la spinta dell’acqua a monte e usare una roccia come rampa di scorrimento dello scafo. La roccia nella spiaggetta a monte del campo slalom di Valstagna (in corrispondenza dell’imbarco del campo slalom e della porta n3) ha le caratteristiche perfette. È liscia – quindi non danneggia le canoe, sale gradualmente – quindi permette di verticalizzare in modo controllato, ha sufficiente fondo a destra, a sinistra e dietro per poter fare agevolmente un eskimo senza toccare il fondo con il casco. Inoltre, l’area permette l’assistenza da riva e non presenta rami, incastri o pericoli particolari a valle.
Didattica
La spiegazione si fa inizialmente a secco, con lavagnetta. Si disegnano e spiegano varie situazioni, dalla meno alla più pericolosa. Non è possibile coprire tutti gli scenari, ma quello in cui la tecnica che vedremo è applicabile è chiaro e riconoscibile.
Scenario ideale
Roccia che esce dall’acqua 30–80 cm, liscia, a rampa, leggermente a dorso di mulo verso monte e non più larga di 50 cm a monte; non nicchiata, non sifonata, non concava; circa 100–150 cm di fondo libero e nessun pericolo intorno; in mezzo al fiume (acqua scorre bene a dx e sx); nessun pericolo o rapida a valle per almeno 100 metri.
La tecnica
Consiste in un anticipo del torso unito a un appoggio basso. Senza prendere troppa velocità, ci lasciamo portare dall’acqua verso la roccia. Inizialmente appoggiamo la punta della canoa (girata a 45°) sulla roccia. La punta si blocca come un perno, attorno al quale la canoa ruota spinta dalla corrente verso valle.
Girare velocemente il busto e fare un appoggio basso verso valle permette di tornare con il massimo controllo. Poi ridurremo gradualmente l’angolo: da 45° a 30°, da 30° a 15°. Man mano che l’angolo diminuisce, la rampa alza sempre di più la punta della canoa, fino a verticalizzarla quasi completamente.
Bonus
Verso la fine della lezione, per chi vorrà, si potrà provare il bullet roll: un orbit in sovra-rotazione con l’aiuto della pagaia che appoggia sulla roccia.
Domenica – Seconda parte
Plug di punta
Obiettivi
L’obiettivo è imparare a fare plug di punta controllati, in modo da non avere sorprese se ci succede per errore in fiume che la punta venga pescata dalla corrente. I plug sono immersioni controllate della punta della canoa in un buco o in un’onda. Capiremo come usare bene gli appoggi bassi (cruciali se siamo controcorrente), dove è bene farli e come usare lo shift del nostro peso avanti e indietro per aumentare o diminuire la verticalità della canoa.
Spot
La scelta dello spot è ricaduta sul primo dislivello del campo slalom di Valstagna. Si tratta di un’onda che in base al livello può iniziare a prendere la forma di un piccolo buco non sticky. È uno spot spesso sottovalutato, ma presenta le caratteristiche perfette per provare in sicurezza i plug di punta e per trovarsi poi nelle condizioni di equilibrio precario che possono essere risolte con appoggi, anticipi del busto o ulteriori ender.
Didattica
I plug di punta sono immersioni controllate della punta in un buco o in un’onda. La spiegazione si fa a secco e poi in acqua ferma prima di provare in corrente.
Punti importanti
- Appoggi bassi cruciali se siamo controcorrente: dove farli e come usarli
- Shift del peso avanti e indietro per aumentare o diminuire la verticalità della canoa
- Controllo della punta: evitare che venga “pescata” dalla corrente in modo imprevisto
- Dalla verticalità precaria si può uscire con appoggi, anticipi del busto o ulteriori ender
Progressione
Partire da plug controllati in posizione stabile, poi provare a gestire l’equilibrio precario che ne deriva. L’obiettivo è non avere sorprese se per errore in fiume la punta venga pescata dalla corrente.
Domenica – Terza parte
Loop
Obiettivi
L’obiettivo è capire come fare un loop e, se lo sai già fare, come renderlo solido e potente. Fare un loop è una gioia, ma farne due o tre di fila significa averne compreso le dinamiche. Vedremo come entrare nel buco, da dove entrare, come surfare sulla schiuma e stabilizzarsi al centro, con un mix di pagaiate di propulsione, timonate, appoggi bassi e appoggi alti. Ti insegneremo come attaccare con decisione l’acqua verde e dove pluggare… oltre a tutta la meccanica che compone la parte aerea del loop!
Spot
Ci sono pochi buchi adatti a fare un loop in Italia, in Veneto abbiamo il migliore in assoluto, o per lo meno il più agibile. A metà del campo slalom di Valstagna c’è il famoso “secondo buco”, perfetto per provare questa manovra perché consente un’agevole ingresso da sinistra (non orografica, quando si parla di spot si intende faccia a monte), con una bella morta che può ospitare comodamente 5-6 barche. Il buco, al livello indicato in questa scheda, ha sufficiente fondo per non battere la punta e sufficiente inclinazione per agevolare il plug e rende possibile i loop (completi o parziali) anche con barche da river running. In caso di rovesciamento si eskima senza particolari problemi, avremo comunque sempre assistenza da riva con corda.
Didattica
Il loop è una capovolta in avanti in canoa. A differenza di una capovolta su tappeto o trampolino, avviene quasi tutta in acqua, tranne una frazione di secondo in cui ci stacchiamo dal liquido; in più dobbiamo gestire il peso della canoa durante la rotazione. L’idrodinamica del buco riduce lo sforzo fisico, a patto di aver capito bene le fasi.
Le fasi
Sguardo a monte, siamo nel buco, con la punta a ore 12, a circa mezzo metro dal flusso dell’acqua verde. Ci sporgiamo in avanti e scivoliamo con decisione verso l’acqua verde, con qualche grado di inclinazione, per rompere la tensione superficiale e far “prendere” la punta.
L’acqua verde prende la punta e spinge il kayak verso il fondo e verso valle. Nel frattempo la schiuma bianca di ritorno ci tiene pressati e verticalizza la canoa: dopo circa mezzo secondo di discesa verso il fondo, la canoa inizia a risalire. A quel punto tutto è pronto per il loop.
Sfruttando la spinta di Archimede, ci stendiamo verso l’alto e verso avanti, con sguardo e pagaia ad almeno 45° rispetto alla superficie dell’acqua, poi ci chiudiamo velocemente verso il basso “lanciando” testa e pagaia “in mezzo alle gambe” e, in contemporanea, diamo un calcio con entrambi i piedi verso il cielo. Le prime volte è necessario un appoggio destro o sinistro dopo l’atterraggio; l’appoggio va fatto naturalmente verso valle.
Terzo tempo (dopo le attività)
Cicchetti veneziani, tramezzini, tartine e ombre de bianco e rosso proposte dalla mitica Romina del locale Alla Villetta, il luogo di ritrovo preferito dai canoisti che vengono a pagaiare in Valbrenta!
Responsabili attività
Marco Guiotto
Tecnico di base FICK, membro CCPL. Membro fondatore KFI (Kayak Freestyle Italia). Principale istruttore di giornata. Asiago.
Giacomo Nalesso
Tecnico di base FICK, membro CCPL. Direttivo CCPL, responsabile della sicurezza. Padova.
Davide Caruso
Tecnico di base FICK, membro CCPL. Operatore di supporto, esperto di river running e creeking. Padova.
Domande frequenti
Che kayak portare per questa attività?
Idealmente kayak da rodeo o coda piatta, se vieni con un kayak da creeking, al posto delle candele farai traghetti all’indietro e in debordé. Sacche d’aria obbligatorie.
Come vestirsi e cosa portare?
Paraspruzzi della giusta misura, con sgancio comodo (non stretto). Casco, PFD, cuffia, tappi, abbigliamento da canoa invernale e comunque adeguato alla temperatura invernale di un fiume del nord italia. Per le sessioni rock splat e trick di pagaia consigliato casco integrale, gomitiere, paradenti, occhiali protettivi. Non è possibile escludere di prendere qualche colpo.
Con che livello viene confermata l’attività?
Le attività si svolgono con un livello del Brenta compreso fra 85 e 115 (idrometro Barzizza).
In caso di maltempo?
In caso di pioggia leggera le attività si tengono regolarmente, se piove forte o minaccia tempesta si attende un’oretta, se non migliora si rimanda.
Sicurezza e norme di comportamento
Prima dell’acqua
Leggi i dettagli seguenti, se hai domande contattaci prima di iscriverti, per chiarire ogni dubbio.
Sul posto
Segui il briefing aggiornato su tratto, condizioni, organizzazione del gruppo ed equipaggiamento obbligatorio.
Durante l’attività
Rimani nel gruppo, rispetta segnali e indicazioni dei responsabili e avvisa subito se non ti senti a tuo agio.
Espulsione
Se violi di proposito le regole o metti in pericolo te stesso o gli altri, i responsabili possono fermarti o espellerti.
BRIEFING PRE-ATTIVITÀ
Prima di iniziare qualsiasi attività in acqua, facciamo sempre un briefing pre-attività strutturato. Serve a condividere in modo chiaro cosa faremo, quali sono i limiti dell’attività e come ci comportiamo come gruppo, in modo da ridurre i rischi e allineare le aspettative.
- Tratto e condizioni: confermeremo dove andiamo, il grado di difficoltà del tratto, il livello dell’acqua e le condizioni meteo rilevanti. Queste informazioni sono chiaramente espresse nei dettagli della pagina che stai leggendo, e si riferiscono alla specifica attività proposta, ma per sicurezza le ripeteremo sul posto.
- Segnali e comunicazioni: spiegheremo e ripasseremo i segnali che useremo sul posto:
- Fischietto: 1 fischio lungo = STOP / attenzione (fermarsi in sicurezza e guardare il responsabile); 2 fischi = VIA / ripartire; 3 fischi ripetuti = EMERGENZA.
- Mano / pagaia: braccio alto = STOP; braccio che indica la direzione = VAI; braccio/pagaia agitati sopra la testa = PERICOLO; mano sulla testa (o “cerchio”) = OK; braccia incrociate sopra la testa = AIUTO; indicazione verso riva = FERMATA / SCOUTING.
- Organizzazione del gruppo: definiamo chi apre, chi chiude, eventuali buddy, le distanze da tenere, i punti di attesa e chi prende le decisioni finali sul proseguire o fermarsi.
- Equipaggiamento e DPI: verifichiamo che ogni partecipante abbia l’equipaggiamento richiesto (in particolare PFD, casco, paraspruzzi, abbigliamento adeguato) e che sia indossato correttamente e in buono stato. Facciamo un controllo visivo e, se serve, fisico di fibbie, cinghie, loop di sgancio e fissaggi.
- Cosa fare se qualcosa va storto: spieghiamo cosa fare in caso di nuotata o ribaltamento, come nuotare in corrente, come comportarsi se ci si separa dal gruppo, chi gestisce l’emergenza e come ci coordiniamo per eventuali recuperi o assistenza.
- Idoneità e comprensione: ci assicuriamo che tutti abbiano capito le informazioni date, che si sentano a proprio agio con il tratto proposto e che il livello del gruppo sia coerente con l’attività. Se qualcosa non torna, si adatta il programma o si sceglie un’alternativa più prudente.
Nel modulo di iscrizione chiediamo ai partecipanti di confermare di aver preso visione di queste informazioni. Il cuore della sicurezza resta sempre il briefing fatto sul posto e le decisioni tecniche dei responsabili.
Prezzi
| 1 giornata attività + terzo tempo | 25€ |
| 2 giornate attività + terzo tempo | 40€ |
| Solo terzo tempo | 10€ a giornata |
Non soci: contattateci per tesseramento giornaliero obbligatorio.
Aiuto
Se ti serve aiuto con qualunque cosa prima di prenotare contatta via WhatsApp o SMS Giacomo dell’organizzazione, usa i pulsanti. È un numero personale, quindi evita per favore le chiamate a freddo, prima manda un messaggio, grazie.
Note sulle foto — Le immagini utilizzate nella locandina sono state prodotte da intelligenza artificiale, sono estratte da video/registrazioni dei soggetti organizzatori, oppure sono state donate al CCPL gratuitamente e senza limitazioni di utilizzo dal fotografo C. Collareda (scatti dell’evento Brenta Rodeo).